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Scenario Pubblico | Instrument 3: cage sculpture | compagnia zappalà danza
Un male contemporaneo… Paranoia. Un termine per definire la condizione dell’uomo (occidentale) contemporaneo? E’ il 21° secolo, l’età della paranoia? Forse si. Forse non riusciamo proprio a leggere la realtà, neanche quella che ci riguarda più intimamente, senza questo filtro che tutto distorce, ma che al contempo corre il rischio di liberarci da ogni responsabilità personale. Se siamo persuasi che c’è qualcuno che vuole farci del male, possiamo scaricare su di lui il peso delle nostre sconfitte. Le paranoie, grandi e piccole, patologiche e di ogni giorno, sono come un gigantesco tappeto sotto il quale nascondiamo tutto quello che non va come dovrebbe andare, che è bloccato, o che, se va avanti, lo fa seguendo una direzione sbagliata. Un tappeto così grande che non è difficile nasconderci dentro anche noi stessi. La paranoia è il tarlo che ci corrode e sgretola, che fa sì che la tela di ragno che costruiamo ogni giorno, e che chiamiamo vita, ha, spesso, più buchi di quanti ne possiamo rattoppare. Nello Calabrò
coreografia, scene, luci e costumi Roberto Zappalà
musiche originali Alfio Antico (eseguite dal vivo) e Paula Matthausen
altre musiche John Cage
interpreti Alfio Antico, Daniela Bendini, Adriano Coletta, Fernando Roldan Ferrer
Una coproduzione compagnia zappalà danza - Scenario Pubblico - in collaborazione con Pergine Spettacolo Aperto, ArtEZ Dansacademie Arnhem (NL) e Stichting Theaterwer-kplaats Generale Oost (NL) - e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali